Birramisu’ e Zwarte Zwaan – Il cigno nero di Eli Noe

Il cigno nero (Belgian Dark Ale, 8%) Il nome è ispirato a quanto è accaduto nel 2015, quando improvvisamente un cigno nero è stato visto tra i cigni bianchi nei canali di Bruges. Dopo accesi dibattiti sul da farsi e dopo una mobilitazione della città attraverso i social network per evitare la cattura e l’allontanamento del cigno “diverso”, l’animale è andato via come era arrivato. Una birra scura con aroma dominante di cioccolato e caffè. I malti d’orzo ‘cioccolato’ e ‘black’ sono i maggiori responsabili del gusto leggermente amaro, rinforzato dal luppolo Fuggles che produce un amaro ben presente. Inoltre l’aggiunta di vaniglia Bourbon del Madagascar regala la nota dolce e floreale. Una birra che si sposa alla perfezione con Il dolce più rappresentativo della tradizione pasticcera italiana: il Tiramisu’. Invece dei savoiardi ho utilizzato lo speculoos tipico biscotto belga alla  cannella che poi ho inzuppato in una profumatissima bagna al caffe’ e Zwarte Zwaan.

Ecco la ricetta!

Ingredienti per 4 coppette monoporzioni

200 ml di panna

200 gr di mascarpone

50 gr di zucchero

8 biscotti speculoos

cacao amaro q.b.

8 cucchiaini di caffè

8 cucchiaini di birra

Preparazione

  1. Montate la panna con lo zucchero, poi aggiungete il mascarpone
  2. Sbriciolate grossolanamente 2 biscotti di Speculoos in ogni coppetta e aggiungete 1 cucchiaino di birra e 1 di caffe’
  3. Coprite con la crema al mascarpone e fate un nuovo strato di biscotti sempre aggiungendo 1 cucchiaino di birra e 1 di caffe’
  4. Procedete in questo mondo alternando gli strati.
  5. Completate con il mascarpone e infine coprite con la polvere di cacao

 

#beer #shooting #boomerang #beerpairing #foodandcookit #foodporn #birramisù

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Un ringraziamento speciale va a

gabrielladimuro

Fashion and portrait photographer www.gabrielladimuro.com

https://www.instagram.com/gabrielladimuro/?hl=it

e ovviamente agli amici del Tripel B

www.tripelb.com

 

 

 

 

 

 

Blackburger e Basilius

Beer is good, Food is good, but nothing beats good food with good beer! Ed è proprio il caso di questo squisito Hamburger Gourmet abbinato ad una birra superlativa Basilius di Eli Noe. Grazie agli amici di TripelB ho avuto il piacere di degustare le sue birre (più’ che degustare avrò bevuto qualche cassa 🙂 ) ma alla fine ne è valsa la pena.

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Il nome viene dal santo Basilius di Caesarea che viveva in Cappadocia nel 4° secolo e del quale le vertebre (presunte) sono conservate come reliquia a Bruges, nella chiesa del ‘Burg .

Una birra scura-ambrata limpida, leggero aroma e gusto di caramello che finisce con un finale amaro.

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Il leggero retrogusto di caramello si sposa benissimo con gli asparagi e con il bacon affumicato. Il finale amaro invece richiama l’amaro del pate’ di maiale Basilius. L’insalata è un ingrediente fondamentale dell’hamburger. E’ l’elemento che può dare una nota croccante, gusto e freschezza.

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Ricetta per 8 persone

BUN (panino per hamburger)

farina 0 420 g
lievito di birra 2 bustine (10g)
zucchero 40 g
sale marino fino 10 g
latte fermentato o latte robot 175 ml
uova 1
tuorli 1
albumi 1
burro a temperatura ambiente 25 g
semi di papavero 1 pizzico
nero di seppia  circa 20 g

Farcitura

1 mazzo di asparagi
8 sottilette
patè di maiale q.b.
salsa tartare q.b.
16 fette di bacon affumicato
insalata q.b.
1 noce di burro

Pasta

Mettete in una ciotola la farina, il lievito, lo zucchero e il sale. Aggiungete il latte fermentato, il nero di seppia, l’uovo e il tuorlo. Mescolate con un mestolo di legno o con le mani per 3-5 minuti, in modo da ottenere un impasto omogeneo. Unite il burro a pezzettini e lavorate per circa 15 minuti, finche’ la pasta non è liscia e morbida.

Prima lievitazione

Mettete la pasta in una ciotola unta con un filo d’olio, coprite con la pellicola e lasciate riposare in luogo caldo fino a quando la pasta raddoppia di volume, circa 2 ore.

Sfere

Quando la pasta è pronta, mettetela su un piano di lavoro infarinato. Battetela per sgonfiarla e dividetela in 8 parti. Rotolatele sul piano di lavoro per formare delle sfere lisce.

Seconda lievitazione

Mettete le sfere su una placca foderata di carta da forno leggermente infarinata. Coprite senza chiudere completamente con la pellicola e lasciate lievitare in luogo caldo per circa 1 ora. I buns sono pronti per la cottura quando, toccandoli, l’impronta del dito si riassorbe molto lentamente.

Cottura

Preriscaldate il forno a 190°. Sbattete l’albume con un po’ d’acqua e spennellate delicatamente le palline di pasta, quindi cospargetele di semi di sesamo o di papavero. Infornate per 15-18 minuti. Lasciateli raffreddare prima di tagliarli.

Quindi saltate velocemente gli asparagi con una noce di burro, lasciateli croccanti. Disponete il bacon su una teglia e mettetelo in forno preriscaldato a 180° per 2-3 minuti.

Composizione

Tagliate a metà i buns e dorateli per 2 minuti sotto il grill del forno. Procedete in quest’ordine: pate’ di maiale, sottiletta, asparagi, bacon, insalata e salsa tartare, quindi terminate con la parte superiore del buns.

 

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Ringrazio il mio amico Alex di ibanfer.com che immortala tutti gli eventi del TripelB

AgBanfer

E’ ovviamente il fantastico team di TripelB (Best Belgian Beers). Potete visitare il loro store in via Valprato 68 | int. 52.

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Elegant Cheese with amazing Galbert 2015

Amici di FoodandCook e Beerlovers dopo circa 200 giorni di astinenza dal mio blog e in concomitanza con il 1°  compleanno del #TripelB, eccomi tornato per presentarvi una birra straordinaria, Galbert 2015 del Brugs Bier Institut di Eli Noe,  con un pairing di altrettanto valore Elegant Cheese con 4 diverse texture.

Eli

Eli ha scoperto la sua passione per la birra belga nel 2001 nel famoso pub ” ‘t Brugs Beertje”. Durante gli anni in cui sviluppava la sua sensibilità al gusto, attraverso esperienze nel settore della ristorazione a Bruges, la sua passione continuava a crescere. Così, ha iniziato a studiare l’arte del fare la birra. Ha frequentato due importanti accademie di birrificazione e di degustazione della birra e poi ha fondato il Brugs Bier Instituut.

Ho avuto il piacere di conoscerlo e di lavorare insieme a lui al #TripelB. In quell’evento ha presentato 5 straordinarie etichette i cui nomi sono tutti legati al “burg”, la piazza attorno alla quale si è sviluppata la città di Bruges.

La mia preferita è la Galbert van Brugge.  E’ una ‘Vlaams Roodbruin’ invecchiata in botti di quercia francesi per 8 mesi. Questa fermentazione mista produce una combinazione molto complessa di aroma: dolce, acido e fruttato.

Inoltre i malti usati creano un gusto leggero di caramello. Incredibile! E’ possibile scegliere fra 3 annate: il 2013, il 2014 e il 2015.

Galber

 

Una birra che si sposa alla perfezione con qualsiasi tipo di formaggio. Ed ecco a voi il piatto!!!

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Ricetta per 4 persone:

Per la cialda di parmigiano

200 gr parmigiano reggiano

Per la spuma di parmigiano

250 gr di parmigiano reggiano

250 ml di latte

120 ml di panna fresca

1 sifone da 500 ml

2 cariche

Per la burrata montata

1 Burrata

200 ml di panna

Per la fonduta

200 gr di fontina DOP

100 ml di latte

2 tuorli

1 noce di burro

 

Cialda di parmigiano

Scaldate una padella con un po di burro, prendete un coppa pasta e mettete 2/3 cucchiai di parmigiano in modo da formare un cerchio omogeneo. Dopo circa 1 minuto girate la cialda per altri 30 secondi.

Spuma di parmigiano

In una casseruola fate sciogliere a fuoco lento il parmigiano grattugiato con il latte. Mescolate affinchè non si formino grumi. Passate al setaccio e fate raffreddare. Aggiungete al composto la panna e inserite nel sifone. Caricatelo con la prima bomboletta, facendo attenzione a posizionare il sifone a testa in giu’. Agitarlo per 2 secondi. Inserite anche la seconda carica sempre, questa volta agitatelo per 5 secondi. Fate riposare in frigo almeno per 2 ore.

Per la burrata montata

Montate la panna, aggiungete solo l’interno della burrata e continuate a montare fino ad ottenere un composto spumoso.

Per la fonduta

Togliere la crosta alla Fontina DOP e tagliarla a fettine sottili. Disporre la Fontina in un recipiente piuttosto alto e stretto e ricoprirla di latte per parecchie ore, anche per una notte. Al momento di preparare la fonduta, mettere in una casseruola il burro, i tuorli e la Fontina macerata col latte e far cuocere il tutto a bagnomaria, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. La Fontina in principio si unirà in un blocco filante, poi si diluirà gradatamente col latte e l’uovo, fino a che diventerà una crema liscia e densa.

Siete pronti per impiattare. Disponete una quenelle di burrata montata al centro del piatto. Adagiate in posizione verticale la cialda di parmigiano nella burrata. Versate un cucchiaio di fonduta e per ultimo abbondate con la spuma di parmigiano.

Un ringraziamento speciale va al mio amico Alex Galeasso alias AGBANFER, fotografo ufficiale del TripelB! www.ibanfer.com

AgBanfer

Ecco alcune foto della serata

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Davidechef

 

Tripel B TEAM

TOM, io e PIA

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My Super Friend MIGUEL!

Miguel

The POPE 🙂 and my brother WIM!

Wim

Insalata di petto d’anatra affumicato su pane nero fichi e noci

Buongiorno beer and food lovers! Quello che vi propongo oggi è un finger food davvero squisito e velocissimo da preparare abbinato ovviamente ad una delle mie birre preferite! La Westmalle Dubbel.

Per chi non la conoscesse, è una delle undici birre autorizzate a sfoggiare il logo esagonale AUTHENITC TRAPPIST PRODUCT, garantendo che il prodotto è fabbricato nell’ambito di un’abbazia trappista,  da parte dei monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo.

Ovviamente l’ho degustata per la prima volta al TRIPEL B. L’ho definita la birra perfetta! Al naso l’aroma risulta ampio e complesso, con note di malto e banana, oltre che di tostatura. Al palato è incredibile, difficile da descrivere. Corposa con sentori gustativi che variano dal caffè, al cioccolato, all’ affumicato, al tostato.

E’ una birra che va sorseggiata, la temperatura ideale di servizio è di 15°C, mi raccomando mai fredde.

CONSIGLIO: assaggiate prima un pezzetto di finger food e poi sorseggiate la birra, in questo modo riuscirete ad apprezzare al meglio l’abbinamento tra cibo e birra.

Anatra Affumicata

Ingredienti 4 persone
1 Petto d'anatra affumicato 
4 Fichi
30 gr di burro
8 fette di pane nero di segale
noci q.b.
Procedimento
Tirate fuori dal frigo lo speck d'anatra 20 minuti prima della preparazione in modo che sia a temperatura ambiente e inizi a rilasciare i grassi che serviranno come condimento per il pane.
Tostate nel frattempo 8 fette di pane di segale e spalmate il burro quando il pane è ancora caldo.
Siete pronti per impiattare. Prendete un tagliere. Adagiate il pane caldo, qualche fettina di speck d'anatra, i fichi tagliati a metà e le noci.

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Fort Lapin

Buonasera amici di FoodandCood! Tripel B ha il piacere di presentarvi un giovane birrificio artigianale della città di Bruges, Fort Lapin. Il nome Fort Lapin fa riferimento al posto in cui sorge: Forte Lapin era una fortezza costruita nel 1664 per proteggere i commerci in città. L’edificio militare è da tempo scomparso, ma il quartiere, e quindi la nuova fabbrica di birra, porta ancora il suo nome.

Il birrificio è stato fondato dal mastro birraio Kristof Vandenbussche nel 2011.

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Dopo anni di sperimentazioni, Kristof ha deciso di condividere le sue creazioni con il grande pubblico. Con crescente successo.

Il segreto sta nella alta qualità del prodotto che è frutto della grande esperienza e maestria nella creazione della ricetta e nell’utilizzo delle migliori materie prime come il luppolo che è personalmente selezionato nelle fattorie di luppolo belghe.

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Ed ecco le sue Birre!!!

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Fort Lapin8Tripel

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Potete degustare e acquistare le birre di FORT LAPIN direttamente nello store di TRIPEL B!

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Per info visita il sito www.tripelb.com e partecipa agli eventi iscrivendoti direttamente alla pagina Facebook di Tripel B

 

La macchia nel piatto – Insalata gourmet

Sempre all’ultimo, sempre all’ultimo momento…e cosi’ mi ritrovo alle 22:00 davanti ai fornelli per prepare una ricetta. Forse ho la sindrome dell’utlimo minuto, l’atteggiamento mentale per cui le cose si riescono a fare solo in affanno, solo quando è già scattata l’ora X e una scarica di adrenalina mi restituisce in un momento le energie smarrite.
Anyway…da circa un anno faccio parte dell’AIFB “associazione italiana food blogger” www.aifb.it.
E’ una associazione che organizza una miriade di eventi, tour enogastronomici, corsi di Food Photography,  corsi di Video Food, Contest e tanto
altro ancora.
Ed è proprio per un contest ,organizzato dall’AIFB, che sono impazzito per trovare l’ispirazione giusta.
Il nome della sfida culinaria è “La macchia nel piatto”. Cosa significa LA MACCHIA NEL PIATTO?

Significa esprimere in un piatto i profumi e i sapori della nostra macchia mediterranea: dalla cacciagione alle erbe spontanee, piante aromatiche,
tuberi, funghi, tartufi, frutti e bacche, in forme nuove e originali o anche reinterpretando piatti classici ma in chiave 2.0.

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Amo da morire tutti questi ingredienti. Ad esempio mi ricordo le frittate di borragine di mia nonna, squisite, o l’anatra cucinata in umido di mia zia. Mi ricordo le passeggiate nei boschi con mio papa in cerca di fragoline e lamponi.

Ho deciso quindi di creare un insalata che contenesse i miei ricordi di infanzia rivisitati in chiave moderna. Quindi ho scelto di utilizzare come cacciagione l’anatra, solo il petto, e le uova di quaglia. Come frutti, i lamponi, i mirtilli e le noci. Erbe spontanee ortica, tarassaco e borragine. Piante aromatiche rosmarino e liquore di mirto . Ho aggiunto anche del miele e del formaggio caprino fresco. E’ un esplosione di sapori, consistenze diverse, acidità e colori.

Ingredienti-Insalata-d'anatra

 

Ingredienti

1 Petto d'anatra
200 gr di lamponi
100 gr di mirtilli
1 rametto di rosmarino
1 noce di burro
fiori di campo
ortica tarassaco borragine
qualche foglia di insalata: lattughino rosso, bull's blood
miele di melassa 
olio extra vergine di oliva 2 cucchiai
1 noce di burro
sale q.b
pepe q.b.
1 bicchiere di mirto
noci q.b.
tomino di capra
uova di quaglia
pellicola trasparente

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Procedura

Prendete il petto d’anatra e adagiatelo sul piano di lavoro per pulirlo. Nel caso siano presenti,  rimuovete i residui delle piume. Praticate dei piccoli tagli sulla pelle in modo regolare.

Questa procedura è molto importante per permettere al calore, in cottura, di raggiungere l’interno della polpa. Condite il petto d’anatra con sale e pepe su entrambi i lati.

Ponete una padella antiaderente sul fuoco, quando è molto calda, adagiatevi il petto d’anatra, prima dal lato della pelle perchè, essendo molto grassa, usciranno subito i succhi di cottura che permetteranno al petto d’anatra di cuocere nel suo stesso grasso senza aggiungerne altro.

Dopo circa 5 minuti, quando la pelle avrà preso un bel colore dorato, girate il petto sull’altro lato e proseguite la cottura, per altri 5 minuti. Il tempo naturalmente varia a seconda della grandezza della carne.

Nel frattempo preriscaldate il forno a 200°. Mettete il petto d’anatra su una teglia con un rametto di rosmarino. Mettetelo in forno per 5 minuti, sfumatelo con il mirto e fatelo cuocere per altri 7-8 minuti. A cottura ultimata toglietelo dal forno e fatelo raffreddare. Recuperate il fondo di cottura dal forno, fatelo ridurre e a fuoco spento e aggiungete una noce di burro.

Maionese di lamponi

Prendete un contenitore e frullate 3/4 dei lamponi. Passateli al colino in modo da eliminare i semi. Emulsionate aggiungendo a filo 2 cucchiai di olio extra vergine, salate e mettete da parte.

Uova di quaglia

Per ottenere le uova sode cuocetele per 3 minuti in acqua calda. Per le uova in camicia, prendete la carta pellicola, formate un piccola conca, aiutandovi con le mani e sgusciate un uovo al centro. Portate a bollore l’acqua e fate cuocere per 1 minuto.

Tomino di capra

Tritate delle noci e con l’aiuto delle dita passate il tomino nel trito.

Tarassaco Ortica Borragine

Sbianchite le verdure in acqua calda per pochi secondi, e mettetele subito in acqua fredda e ghiaccio in modo da mantenere i colori inalterati.

Siete pronti per impiattare. Io ho spalmato alla base la riduzione di mirto dopodichè ho disposto qua e là qualche pezzo grossolano di petto d’anatra. Volutamente non ho condito le erbe, ma solo sbollentate; la maionese di lampone, l’uovo in camicia, la grassezza del petto d’anatra e il miele sono i sostitutivi del classico olio e aceto. Poi abbiamo la croccantezza delle noci e dei mirtilli che si sposano benissimo con il caprino. Un piatto con tantissimi elementi ma nell’insieme equilibrato.

Spero vi piaccia. Io e mio papà l’abbiamo divorato.

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Flan di peperoni con vellutata di acciughe

Questa sera vi propongo una ricetta infallibile per preparare i flan di peperoni. In realtà potete utilizzare la verdura che preferite. La  base è sempre la stessa. E’ per questo che li amo. Sono facilissimi da preparare, di grande effetto e sopratutto squisiti. La ricetta mi è stata regalata 5 anni fa  da un grandissimo sous-chef di un noto ristorante in Piemonte. Grazie Ciubi!

 

Flan_di_peperoni_e-_acciughe

Ricetta per 30 flan

1 lt di panna
12 uova
1 kg di peperoni rossi
1 spicchio d'aglio (tritato)

Per la vellutata di acciughe

10 acciughe già pulite
1/2 lt di panna
1 spicchio d'aglio in camicia
prezzemelo q.b.
stacca facile o burro per stampini
30 stampini in alluminio

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Cuocete i peperoni in forno preriscaldato per 25-30 minuti a 200° o direttamente sulla fiamma fino a quando la pelle  non diventa nera. Una volta pronti, metteteli in busta di plastica per alimenti e lasciateli per una decina di minuti. In questo modo il vapore che si formerà all’interno del sacchetto, vi faciliterà nel spellare i peperoni. Cuoceteli poi in padella con un filo d’olio e lo spicchio d’aglio tritato. Fateli cuocere fino a quando tutto il liquido sarà evaporato. Prendete una bowl capiente e mettete i peperoni. Frullateli. Aggiungete il litro di panna e le uova. Frullate il tutto. Imburrate gli stampini e riempiteli fino a 3/4 con il composto preparato. Preriscaldate il forno a 160° e fateli cuocere a bagnomaria per circa 40 minuti.

Nel frattempo tritate finemente le acciughe e mettetele insieme ad un filo d’olio extra vergine e uno spicchio d’aglio in camicia  in una padella. Dopo 1 minuto togliete l’aglio e aggiungete la panna. Fate cuocere fino al raggiungimento della consistenza desiderata.

Siete pronti per impiattare. Disponete su un piatto fondo la vellutata di acciughe, al centro il flan e decorate con del prezzemolo tritato. GNAM!

 

 

Filetto di Sgombro su vellutata di fave e burrata montata

Ecco un’ altra ricetta super economica e ricchissima di proprietà benefiche. Oggi vi propongo il pesce azzurro, in particolare lo sgombro. E’ saporito, contiene altissime concentrazioni di omega-tre, fosforo, iodio e ferro. Facilissimo e velocissimo da cucinare. Come se non bastasse ho voluto accompagnare questo piatto con una vellutata di fave, ricche di proteine, fibre, potassio e ferro. Una portata davvero dal bassissimo costo e molto nutriente. Per finire un tocco di raffinatezza con la quenelle di  burrata montata.

Bando alla ciance ecco la ricetta.

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Ingredienti per 4 persone
4 filetti di di sgombro
500 gr di fave
1 scalogno
1 aglio
1 burrata da 250 ml
200 ml di panna fresca
finocchietto selvatico q.b.
basilico q.b.
sale e pepe q.b.
olio extra vergine q.b.

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Mettete lo scalogno tritato e l’aglio in camicia in una casseruola, fate soffriggere per 5 minuti. Rimuovete l’aglio e lasciate appassire lo scalogno fino a quando risulterà trasparente; aggiungete il finocchietto tritato e spegnete il fuoco.

Bollite le fave ancora con il tegumento 🙂 in abbondante acqua salata per circa 12 minuti. Dopodiché scolatele e trasferitele in acqua e ghiaccio, attendete fino a quando non diventeranno fredde; privatele dal bacello.

Unite le fave allo scalogno e il finocchietto, aggiungete qualche foglia di basilico, dell’olio extravergine di oliva e un paio di mestoli di acqua di cottura. Frullate il tutto fino ad ottenere un composto liscio e privo di grumi. Passate al setaccio fine se volete renderla ancora piu’ liscia.

Montate la panna con il cuore di burrata fino ad ottenere la consistenza desiderata.

Prendete i filetti di sgombro. Privateli delle spine e cuocete per qualche minuto prima dalla parte della pelle, fino a farla diventare croccante, poi per una 30 di secondi dall’ altra parte.

Siete pronti per impiattare. Servite in un piatto fondo mettendo alla base la vellutata di fave, al centro il filetto croccante di sgombro e per ultimo la burrata montata. Guarnite con un po’ di finocchietto selvatico.

 

Un pugliese in Oriente – Cucina per Chef Pierangelini

Ed eccomi qui, pronto per il secondo Contest Food. Ero alla ricerca di qualcosa che stimolasse la mia fantasia, qualcosa per cui valesse la pena partecipare. Ho trovato questo contest food sul sito del Gambero Rosso.

Regolamento

Lo Chef Pierangelini ha selezionato due ingredienti che devono essere utilizzati, tra gli altri, al fine di presentare una ricetta. Non vi sono limiti di abbinamento e possono essere presentati indifferentemente un antipasto, un primo, un secondo o un dolce. I due ingredienti sono CALAMARI E LENTICCHIE.

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I motivi per cui ho deciso di partecipare a questo contest sono fondamentalmente due:

Primo: “Cucina per chef Pierangelini”. Una storia bizzarra direi quella che mi lega ad uno dei principali interpreti della cucina italiana nel mondo.

Tutto è iniziato 2 anni fa. Ad essere sincero non sapevo chi fosse :-). La mia compagna mi raccontava di essere stata in un bellissimo ristorante in Toscana, a San Vincenzo, e di avere mangiato divinamente. Il ristorante si chiamava il Gambero Rosso. Gambero Rosso???  Io conoscevo solo il Gambero Rosso editore! Mea culpa. Il migliore cuoco del mondo per le Figaro, divenuto famosissimo e stracopiato per la sua passatina di ceci e gamberi. 3 decenni di gestione ad altissimi livelli 2 stelle Michelin, 3 forchette del Gambero Rosso, 3 stelle Veronelli, 3 cappelli Espresso.

Secondo motivo: le lenticchie. Ho bene impressi due ricordi quando sento parlare di questo ingrediente. La pasta e lenticchie dei miei nonni, di origine pugliese, buonissima. La preparano in due versioni. Versione rustica del nonno, con sedano carota e cipolla e la pasta nel formato ditali rigati. Si fanno cucinare le lenticchie fino a quando si  sfaldano fino a diventare crema. Versione della nonna, leggermente brodosa, spaghetti spezzati, lenticchie croccanti. il secondo ricordo è  stato un regalo di mia zia. Saranno passati 20 anni; era stata in Cina e come souvenir del viaggio mi aveva portato del tea cinese e un pacco di lenticchie!!! Le lenticchie in Cina “??”. E bene si! La Cina è uno dei maggiori produttori di lenticchie, e costituendo fonte di guadagno, il legume viene venduto ed esportato in tutto il mondo.

Questi sono i motivi per cui ho scelto di chiamare il mio piatto “Un pugliese in Oriente”. Ho provato ad unire le due culture culinarie. Gli ingredienti, calamari e lenticchie, cucinati come la tradizione italiana insegna e , catapultati nel mondo cinese, ravioli al vapore (Jiaozi), su brodo cinese.

 

RavioliCinesiBrodo

 

BacchetteCinesi

Ricetta per 4 persone

Per le lenticchie
150 gr di lenticchie rosse bio
1 porro, 1 carota, 1 sedano, 1 scalogno,1 spicchio d'aglio
olio q.b.
acqua q.b.
Brodo di pollo q.b.

Per i calamari
4 calamari
prezzemolo q.b
1 spicchio d'aglio
1 bicchiere di vino bianco
Per il brodo di pollo
1 pollo
zenzero q.b.
2 carote 1 sedano 1/2 porro 1/2 cipolla
salsa di soia 2 cucchiai

altro

nero dei calamari
zenzero q.b. (per il ripieno)
erba cipollina q.b.
germogli di soia
1 foglia di verza "cottura a vapore dei ravioli"

Per la pasta

250 gr di farina 00
150 ml di acqua
sale 3 gr

Preparazione

Brodo

Per prima cosa preparate il brodo. Pulite il pollo e tutte le verdure. Immergete tutti gli ingredienti, in abbondante acqua fredda, fate sobbollire per almeno 2 ore, schiumate di tanto in tanto. Filtrate, fate raffreddare, togliete il grasso presente in superficie. Aggiungete la salsa di soia e un pezzo di zenzero. Lasciate in infusione.

Pasta

Disponete la farina a fontana  e aggiungete un pizzico di sale; incorporate l’acqua un po’ per volta. Impastate finchè otterrete una pasta compatta e soda. Avvolgetela con della pellicola e lasciatela riposare un’ora, in un luogo fresco e asciutto.

Lenticchie

Fate soffriggere per qualche minuto uno spicchio d’aglio con un filo d’olio extravergine. Togliete l’aglio ed inserite le altre verdure. Fate appassire per qualche minuto, incorporate le lenticchie salate e pepate. Coprire con un coperchio per 5 minuti in modo che le lenticchie continuino ad assorbire tutti i gusti. Togliete il coperchio prendete un po’ di lenticchie e mettetele da parte, le utilizzerete dopo da mettere direttamente nel brodo. Aggiungete un paio di mestoli di brodo di pollo e fate cuocere per una ventina di minuti. Frullate le lenticchie e grattugiate un po’ di zenzero.

Calamari

Pulite i calamari, tenete il nero da parte, tagliatali a rondelle e fateli soffriggere con uno spicchio d’aglio per 5 minuti. Togliete l’aglio sfumate con il vino bianco, fate cuocere per altri 10 minuti. Tagliate del prezzemolo fresco, mettetelo sopra i calamari, spegnete il fuoco. Fate raffreddare, tagliate tutto a dadini.

Raviolo Cinese

Prendete la pasta, allungatela e tagliatela come si fa per gli gnocchi. Ricavate dei piccoli dischi. Farciteli con un cucchiaino di crema di lenticchie, un cucchiaino di calamari e un po’ di erba cipollina tritata. Create le forme che volete, raviolo, tortello… Cuoceteli a vapore, nella classica pentola cinese di bambu’, mettendo anche una foglia di verza verde alla base. Sbollentate i germogli di soia per qualche minuto e fateli saltare con il nero del calamaro.

RavioloCinese

BambuCinese

Adagiate i ravioli al centro del piatto, versate il brodo caldo, un po’ di erba cipollina, le lenticchie tenute da parte e un po’ di germogli di soia al nero.

RavioliCinesiLenticchieCalamari

Il mio primo contest food che emozione!!!

Per chi non fosse familiare con il termine, il contest è una gara, principalmente online, organizzata da food blogger, marchi food, eventi importanti, vedi Expo 2015.

Ce ne sono tantissimi e di svariati argomenti. Ad esempio, viene scelta una spezia o una ricetta tipica di una  regione, una festività.

Tutte le ricette partecipanti, vengono giudicate da esperti in base alla comunicazione, alla fotografia, al gusto personale. I premi di solito sono, corsi di cucina, weekend in giro per l’Italia, pubblicazioni sui libri, partecipazioni a programmi televisivi, etc…

Per chi mi conosce bene, sa che non potevo scegliere argomento migliore “Si mangia con gli occhi”. La Camera di Commercio di Prato lancia il primo contest di food in città per illustrare un volume di ricette pratese dal titolo, ancora provvisorio, “Prato e la dieta mediterranea”, che sarà composto da 20 ricette tipiche e da altrettante foto.

Non saranno prese in considerazione fotografie non scattate tramite smartphone e/o rielaborate con programmi quali ad esempio Photoshop, ammettendo solo il fotoritocco tramite i filtri di instagram.Le foto contrassegnate dall’hashtag specifico del contest potranno essere utilizzate da Camera di Commercio di Prato per l’e-book su “Prato e la dieta mediterranea” (titolo provvisorio). Le foto non saranno impiegate con finalità commerciali né cedute a terzi. L’autore della foto ne manterrà comunque tutti i diritti di proprietà intellettuale e in ogni riutilizzo gli saranno attribuiti i credits di paternità.La foto migliore verrà premiata con una cena tipica pratese per due persone. E quelle selezionate per l’e-book saranno pubblicate con il credit dell’autore.

Io ho scelto la “Panzanella” di mare

Panzanella??? Chi è che non ha mai mangiato pane bagnato e pomodoro??? Ebbene si, pane raffermo e pomodoro, bagnato con l’acqua, un po’ di aceto, con l’aggiunta di cetrioli cipolla erbe aromatiche etc.. etc..

Era la merenda dei campioni, almeno così’ mi diceva mio nonno :-). Prendeva il pane di Altamura, lo bagnava con l’acqua, pomodoro e un po’ di vino rosso. Esistono mille ricette, chi non mette l’aceto, chi le olive, chi il tonno. Questa è la mia versione.

Panzanella-di-Mare

Ricetta versione sintetica

Pane fresco, tagliato a fette, filo d’olio, sale e pepe. Forno preriscaldato 160° 10 min. Si ottiene il finto pane raffermo.

Pomodori, sbollentati per 40 secondi, privati della buccia e semi. Disposti su una teglia, olio, aglio, timo, zucchero. Forno preriscaldato 170° 40 minuti.

Frullato la buccia e i semi, con un po’ di polpa avanzata, passata al colino. Ricavato acqua per ammorbidire il pane.

Sbriciolato pane, ammorbidito con l’acqua di pomodoro e pochissimo aceto di mele.

Tagliata cipolla rossa a rondelle e messa sotto acqua corrente

Tagliati pomodorini a cubetti.

Tagliato cetriolo a cubetti. Una parte frullato con prezzemolo e basilico. Passato al colino per togliere l’acqua. Ottenuto finto Wasabi.

Cotto cozze con un po’ di pomodoro

Sfilettato sgombro e cotto in padella con un filo d’olio

Pulito totani, inciso parte frontale  e cotto in padella

Pulito scampo, cotto in padella

Pulito gambero,  cotto in padella

Disposto pane alla base, cubetti di pomodorini e cetrioli. Aggiunto cipolle tagliate a rondelle, erbe aromatiche, (finocchietto, timo al lime, prezzemolo, origano fresco). Aggiunto fiori, parte acida del piatto. Adagiato sopra il pesce. Completato con il nero di seppia, finto aceto balsamico e quenelle di cetrioli, finto wasabi.